la Repubblica - Milano
6 novembre 2015
Ilaria Carra

 

Al 179 di Lorenteggio si cena con l’ombrello, piove in testa. All’inizio di via degli Apuli mancano i citofoni, ci si chiama gridando. E poi decine di case occupate e centinaia sfitte, con migliaia di famiglie in lista d’attesa per un alloggio popolare. Periferia sudovest, zona Giambellino, quella della Ballata del Cerutti di Giorgio Gaber. È qui che il senatore Renzo Piano ha puntato quest’anno il radar del suo progetto che prova a immaginare diversee più unite le periferie italiane. Come? A Milano ha assoldato per un anno quattro architetti under 35 (Alberto Straci, Matteo Restagno, Chiara Valli e Francesca Vittorelli) e due tutor Ottavio Di Blasi e Marco Ermentini che, assieme alle associazioni di quartiere, hanno messo a punto un progetto di recupero.

È stato scelto il Giambellino, e in particolare il quadrato di verde e case popolari tra via Odazio e il Lorenteggio, perché da 70 anni risulta essere di fatto l’unico a non avere subito interventi di manutenzione. Salvo qualche piccolo lavoro, com’era negli anni ‘40 è anche oggi. Una sorta di Cenerentola, tra le periferie. È qui che domani, dalle 14, il G124 racconterà alla città il percorso effettuato con “Giambellino Calling”.

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