"Di fronte a una crisi  senza precedenti e che vede  il 56% dei disoccupati del nostro Paese - ai quali va aggiunto il 20% dell'indotto - provenire  dal settore dell'edilizia, serve mettere in atto politiche ed iniziative altrettanto eccezionali. Basta indugiare: servono coraggio e lungimiranza  per avviare un progetto che, da nord a Sud, ricollochi le città italiane al centro della crescita; rigeneri i quartieri abitati poiché solo vivendo meglio e più sicuri si può rilanciare la speranza per il futuro e riattivare gli investimenti e l'iniziativa privata".

Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori nella giornata in cui tornano, nelle piazze italiane, i lavoratori delle costruzioni per denunciare le difficoltà che attraversa il settore.
"Non ci sono alternative: come gli architetti italiani sottolineano da tempo, la risposta alla crisi sta in un grande progetto di rigenerazione sostenibile delle città e dei territori, tenuto conto che, secondo i dati  del Cresme,  il settore  tradizionale delle costruzioni continuerà - nei prossimi anni a ridimensionarsi -  mentre trainanti per la ripresa saranno quelli del rinnovo e della riqualificazione, anche  in ambito energetico".
"La strada da intraprendere - continua - è allora quella di intervenire, da subito, sul patrimonio edilizio del nostro Paese che conta circa 12 milioni di edifici, di cui circa otto a fine vita poiché costruiti prima delle norme antisismiche, e vero e proprio colabrodo energetico che ci fa "buttare" ogni anno 22 miliardi, che le famiglie italiane potrebbero, in questo momento di sacrifici e di ristrettezze, risparmiare".
Va segnalata, in occasione della manifestazione indetta dagli edili, l'iniziativa "Day Off: io spengo lo studio". Organizzata dalla Consulta Regionale degli Ordini degli Architetti di Sicilia e dagli Ordini provinciali - unitamente ad altre categorie professionali - la protesta vuole denunciare la condizioni di crisi in cui versa la professione di architetto e chiedere risposte concrete e misure più incisive in grado di rilanciare il settore delle costruzioni.

 

Roma, 27 novembre 2014

Da alcuni anni il CNAPPC, in collaborazione con il Cresme, realizza periodicamente un’indagine sullo stato della professione di architetto in Italia: l’Osservatorio Professione Architetto. La struttura della ricerca è evoluta nel corso del tempo, basandosi comunque sempre su alcuni elementi base: le statistiche demografiche degli Ordini provinciali e del Consiglio nazionale, lo studio delle statistiche sui redditi e sui volumi d'affari (fonti Inarcassa e Agenzia delle entrate), le statistiche universitarie e delle abilitazioni professionale (fonte MIUR), le statistiche sull'inserimento occupazionale dei neolaureati (Almalaurea). I dati sono poi comparati con quelli relativi agli architetti degli altri paesi europei e alle altre categorie professionali italiane.
In questo modo vengono descritte le caratteristiche dell’attività svolta, gli scenari di mercato, le condizioni operative, la realtà degli studi di architettura, le prospettive e le aspettative dei professionisti.
Per alcune edizioni l’Osservatorio ha operato la sua indagine sulla base dei dati di alcuni Ordini provinciali esaminati a turno. A partire dalla quarta edizione, quella del 2014, il criterio di indagine ha assunto un respiro più ampio, attraverso la compilazione on line, da parte degli architetti sparsi in tutto il paese, di un questionario elaborato dal CNAPPC.
L’Osservatorio è uno strumento importante per conoscere in dettaglio le problematiche della professione e per individuare i percorsi da scegliere per una corretta evoluzione della propria attività.

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