Fare tesoro del patrimonio di esperienze e progettualità innovative realizzate nel corso degli anni attraverso azioni di co-progettazione territoriale, e metterle in dialogo tra e con architetti, territori e comunità, è quanto si propone il manifesto di Abitare il Paese. La cultura della domanda.

L’idea nasce a partire dalla sesta edizione con l’avvio del nuovo focus Attivare comunità educanti: nuove generazioni, partecipazione, città.
Una idea, o meglio, un impegno animato innanzitutto dal senso di responsabilità nei confronti dei territori, di centinaia di architette/i e di migliaia di giovani studenti e studentesse delle scuole italiane in un percorso che ha come suoi valori fondamentali la condivisione della cultura del progetto, l’ascolto, il dialogo e la partecipazione.
In questo percorso, Abitare il Paese ha innescato processi capaci di stimolare la progettualità di ambienti innovativi nelle scuole, favorendo la sperimentazione di spazi educativi più flessibili, inclusivi e sostenibili.
Allo stesso tempo, il Progetto ha contribuito a promuovere azioni di rigenerazione urbana, mettendo in relazione comunità, istituzioni e professionisti nella costruzione condivisa di visioni e pratiche per la trasformazione dei territori.

Abitare il Paese si configura come un progetto pluridisciplinare che si inserisce nell’agire quotidiano delle scuole proponendo nuove e sfidanti esperienze per costruire relazioni tra concetti, contenuti e tematiche; per interconnettere discipline e linguaggi; per elaborare progettualità trasversali alle attività delle differenti classi.
Grazie ai temi trattati, alle strategie e agli strumenti adottati, Abitare il Paese sviluppa competenze chiave per l’apprendimento permanente nella consapevolezza che attivare la conoscenza dello spazio in cui viviamo, naturale e antropizzato, quindi del paesaggio e dell’architettura, può incoraggiare il senso di identità e responsabilità, la collaborazione e l’interazione dell’intera comunità (raccomandazione del Consiglio europeo del 22 maggio 2018).
Il Progetto, a partire dall’Agenda ONU 2030, si collega allo scenario internazionale, in modo specifico agli obiettivi 4 - Istruzione di qualità, 10 - Inclusione sociale e 11 che si propone di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Abitare il Paese incoraggia l’attuazione dell’Agenda ONU 2030 in quanto gli ambiti di ricerca esplorati (città/territorio/paesaggio) favoriscono la capacità di trasferire i concetti di sostenibilità per la concreta attuazione degli obiettivi dell’Agenda. In questa ottica, gli architetti referenti e tutor del progetto si propongono come facilitatori dei processi, svolgendo una azione sinergica insieme ai dirigenti delle scuole, insegnanti, genitori, studenti e a tutti gli attori dello sviluppo sostenibile a cui l’Agenda è indirizzata.

Le progettualità di Abitare il Paese sono concretamente diventate una risorsa per l’ampliamento dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado inserendosi nelle programmazioni annuali e nei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, e nelle scuole secondarie di secondo grado favorendo la conoscenza dell’architettura, del mestiere dell’architetto e orientando verso le Scuole di Architettura. Inoltre, con l’introduzione della nuova educazione civica nelle scuole (legge 92 del 20 agosto 2019), il Progetto contribuisce all’attuazione di uno dei suoi tre pilastri: “Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio”.

Questo Manifesto si rivolge agli architetti, ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, alle istituzioni e ai soggetti protagonisti del Progetto, per mettere la propria esperienza in dialogo con quella di altri professionisti, per rendere possibile una progettazione di qualità fatta di contaminazioni disciplinari, di ricerche e innovazioni.

 

Ultimo aggiornamento: Martedì, 16 Dicembre 2025

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