Il Sole 24Ore 
25 luglio 2016
Stefania Gorgoglione

 

Con l’arrivo del decreto ministeriale sull’incentivazione degli impianti a fonte di energia rinnovabile, diversi dal fotovoltaico, è stato colmato un vuoto normativo che per molti mesi ha lasciato nell’incertezza gli operatori del settore.

Firmato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda il 23 giugno scorso, il Dm è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno ed è entrato in vigore il giorno successivo. Il provvedimento si applica alla produzione di energia elettrica da impianti eolici, idroelettrici, solari termodinamici, o alimentati a biomassa, biogas o bioliquidi sostenibili; e disciplina incentivi che possono essere richiesti per impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati e oggetto di interventi di potenziamento o di rifacimento.

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Negate le tariffe a chi fraziona la potenza totale

Il decreto ministeriale del 23 giugno scorso dà una stretta alla pratica di frazionare in modo artificioso gli impianti che fanno capo a un unico soggetto responsabile: un aspetto in più occasioni rilevato dal Gse, soprattutto per il fotovoltaico. 

Per ovviare all’uso di questo escamotage, già il Dm 6 luglio 2012 stabiliva la modalità di calcolo della potenza complessiva dell’impianto. Il nuovo decreto, oltre a riprodurre la norma previgente, all’articolo 29 affronta la problematica nel particolare.

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