Corriere della Sera 
4 giugno 2016
Luca Molinari

 

Nella memoria dei luoghi che incontriamo soprattutto nel nostro vecchio continente, la presenza della cattedrale indica con chiarezza il centro di una città, una grande piazza e il cuore della sua comunità.

Da sempre i luoghi religiosi hanno una relazione forte con la forma urbana e il territorio che li circonda. Grandi monasteri erano localizzati di fianco alle principali porte urbane come terminale conclusivo di una rete di centri minori che portavano beni e persone verso il mercato principale. Il Duomo con la sua sagoma imponente segnava il cuore della città da grandi distanze, mentre in piena Controriforma nuove chiese erano realizzate lungo la linea delle Alpi a sentinella di una linea invisibile che separava dai territori riformati.

La forma esteriore, i volumi e i linguaggi che hanno contrassegnato le chiese lungo duemila anni di storia occidentale sono uno dei grandi patrimoni riconoscibili e condivisi della nostra memoria ed è interessante che in questi giorni presso il Monastero di Bose sia in corso un grande convegno intitolato «Viste da fuori. L’esterno delle chiese».

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