Corriere della Sera 
29 maggio 2016
Pierluigi Panza

 

I Leoni d’oro della XV Biennale, assegnati ieri mattina a Venezia dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, premiano un’idea di architettura come scorciatoia verso l’uguaglianza. Al posto della superfavorita Germania ha vinto la Spagna, qui sostenuta da molti connazionali. Il padiglione curato da Inaqui Carnicero e Carlos Quintans si intitola Unfinished e presenta sia interventi interrotti a causa della crisi economica che esempi di edilizia e interni caratterizzati da riuso, reversibilità e risparmio. (...)

Leone d’oro come miglior progettista al Gabinete de Arquitectura, il team paraguaiano fondato da Solano Benítez. Benítez è architetto che costruisce con materiali poveri, ma piace molto anche ai ricchi: nel 2008 ricevette il Premio Bsi Swiss Architectural awards dalle mani di Mario Botta. Noto per la commovente tomba di Priribebuy nella foresta, per la Biennale ha realizzato una emozionante volta leggera, di sapore gotico, realizzata con materiali poveri come mattoni e calce. (...)

Su questa stessa linea anche il Leone d’argento per un giovane, andato all’olandese Kunlé Adeyemi, e la Menzione speciale all’italiana Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, prototipo dell’architetto impegnato in tattiche di guerriglia alla speculazione. Il Leone d’oro alla carriera è stato conferito a Paulo Mendes da Rocha, per il suo «anticonformismo e la sua attenzione alla collettività».

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