Il Sole 24Ore Edilizia e Territorio 
11 settembre 2015
Giuseppe Latour e Mauro Salerno

 

La riforma appalti riparte dal lavoro sull'emendamento che porterà alla cancellazione del regolamento «monstre» sui contratti pubblici. Governo e relatori sono al lavoro per tradurre in una norma l'idea di recepire le direttive attraverso un codice snello e affidare la fase attuativa a direttive di «soft law» da parte dell'Anac.

Un lavoro che ha provocato qualche ritardo rispetto alla tabella di marcia immaginata a fine agosto. La discussione, infatti, partirà soltanto mercoledì prossimo, il 15 settembre, quando secondo i piani le votazioni avrebbero dovuto essere già nel pieno. Invece, si partirà da lì, con i pareri sui 480 emendamenti depositati a Montecitorio. I motivi sono due. Il primo è legato alla legge delega in materia di protezione civile, che approderà in aula la prossima settimana e che la commissione Ambiente dovrà seguire da vicino.

Il secondo viene illustrato direttamente dal presidente della commissione ottava, Ermete Realacci: «Il punto principale di discussione con il Governo, in queste ore, riguarda il principio di applicazione della soft law dell'Anac al posto del regolamento. È una proposta che non trova obiezioni da parte nostra e che, in qualche modo, potrebbe completare la mission dell'Autorità». Alcuni passaggi, però, «vanno ben calibrati», per evitare che questo tentativo di semplificazione si trasformi in un problema. Insomma, la commissione ha chiesto all'esecutivo di blindare questa novità con due accorgimenti.

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Dalla riforma appalti al consumo di suolo. Il Parlamento riparte dalle costruzioni

Rush finale per la revisione delle norme sui contratti pubblici - Il quadro di tutti i disegni di legge sull'edilizia tra Camera e Senato

Il Sole 24Ore Edilizia e Territorio - settimanale
8 settembre 2015 
Giuseppe Latour

 

Riforma appalti, commissione di inchiesta per la corruzione nelle opere pubbliche, débat public, qualità architettonica, contratti segretati, aree industriali dismesse, consumo di suolo, collegato ambiente, riforma dell'acqua e norme sui piccoli Comuni. I lavori parlamentari si apprestano a ripartire: dalla settimana del sette settembre le commissioni e le assemblee di Camera e Senato si riuniranno di nuovo a pieno ritmo. E, se parliamo di edilizia, sono almeno dieci i disegni di legge dai quali ci si muove, dopo la pausa estiva.

Alcuni sono in dirittura d'arrivo, altri dovranno riattivarsi dopo avere sofferto passaggi travagliati. Facciamo allora il quadro, punto per punto, dello stato di questi provvedimenti.

Al Senato la commissione Lavori pubblici ha attualmente in assegnazione 61 disegni di legge in solitaria, mentre altri nove le sono stati affidati insieme ad altre commissioni. Alla Camera, invece, la commissione Ambiente si sta occupando di 152 Ddl, ai quali vanno aggiunti altri 27 disegni di legge esaminati in maniera congiunta. Non tutti questi testi, ovviamente, sono in lavorazione: il Senato sta materialmente esaminando undici Ddl, mentre la Camera ne ha sotto la lente altri 29. È da questi quaranta provvedimenti che ripartono i lavori parlamentari che riguardano le costruzioni. Quelli più strategici sono una decina.

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