Il Sole 24Ore Edilizia e Territorio 
5 aprile 2017
Giuseppe Latour

 

Riannodare i fili che legano l'Italia alle esperienze globali più avanzate di green economy nelle città. Come quella di Copenhagen, che ha fissato l'obiettivo di diventare "carbon neutral" entro il 2025. O di Amburgo, che ha pianificato una rete ciclopedonale alla quale sarà riservata la circolazione nel 40% della città entro il 2035. O, ancora, della Francia dove il "Programme national de rénovation urbaine" ha attivato la rigenerazione di 530 quartieri, con circa quattro milioni di abitanti, grazie a un fondo da oltre 40 miliardi.Punta con forza in questa direzione il Manifesto della green economy per la città futura, che sarà presentato oggi a Roma in un incontro organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in vista degli Stati generali della green economy per il 2017. 

Il documento è il risultato dell'impegno di un gruppo di lavoro di oltre 60 esperti, costituito dopo gli Stati generali della green economy del 2016 e coordinato dal professore della Sapienza, Fabrizio Tucci: «Abbiamo avviato questo lavoro - spiega - nella consapevolezza che non è più possibile ragionare su edilizia e architettura fuori da un contesto programmatico».

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