ANSA
6 luglio 2017

 

"Per le piccole citta' ed i piccoli centri che sono stati colpiti dal terremoto il problema non e' solo la perdita di identita', ma anche la capacita' di rigenerarsi: la citta', il borgo rimangono vuoti se le pietre ed i mattoni non generano economia e sviluppo sociale. Non si tratta solo di ricostruire in sicurezza, percio' non 'come era, dove era', ma 'dove era, meglio di come era', rilanciando progetti di aree che sappiano coniugare passato e futuro e che abbiano l'uomo al loro centro". Cosi' Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, intervenendo a Treia al Festival della Soft Economy della Fondazione Symbola. "E' allora necessario partire dalla storia di questi luoghi - ha detto - indagando territori, borghi e citta' non solo come insieme di capolavori artistici ed architettonici, ma anche e soprattutto come testimonianza di processi di antropizzazione".

Secondo Cappochin, bisogna avere "ben chiara la visione di una citta', di un borgo che non sia solo una sommatoria di monumenti, bensi' una struttura storica, sociale ed economica integrata nel territorio. Sara' necessario un piano lungo decenni che solo progetti di qualita' espressioni di concorsi di architettura possono garantire. Concorsi che devono necessariamente essere accompagnati da procedure all'insegna della massima trasparenza e della necessaria semplificazione, ma assolutamente non meno rigorose".

 

Ricostruzione post terremoto, Cappochin (Cnappc): non solo sicurezza ma anche rigenerazione

Il presidente degli Architetti italiani: “Necessario un piano lungo decenni che solo progetti di qualità espressioni di concorsi di architettura possono garantire”

casaeclima.com 
7 luglio 2017

“Per le piccole città ed i piccoli centri che sono stati colpiti dal terremoto il problema non è solo la perdita di identità, ma anche la capacità di rigenerarsi: la città, il borgo rimangono vuoti se le pietre ed i mattoni non generano economia e sviluppo sociale. Non si tratta solo di ricostruire in sicurezza, perciò non “come era, dove era”, ma “dove era, meglio di come era”, rilanciando progetti di aree che sappiano coniugare passato e futuro e che abbiano l’uomo al loro centro.

Così Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori intervenendo a Treia al Festival della Soft Economy. (...)

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Ricostruzione: Cappochin, “per i piccoli centri il problema è anche la capacità di rigenerarsi”

ingenio-web.it
10 luglio 2017

(...) “E’ allora necessario partire dalla storia di questi luoghi indagando territori, borghi e città non solo come insieme di capolavori artistici ed architettonici, ma anche e soprattutto come testimonianza di processi di antropizzazione. Ciò per consentire la conoscenza del complesso degli scenari sociali, culturali, economici, di sviluppo delle idee e della loro circolazione ed avendo ben chiara la visione di una città, di un borgo che non sia solo una sommatoria di monumenti, bensì una struttura storica, sociale ed economica integrata nel  territorio”. (...)

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Mastrovincenzo "La priorità è ricostruire le comunità". Cappochin lamenta la perdita della capacità di rigenerarsi dei borghi

picchionews.it
7 luglio 2017

Nella ricostruzione post terremoto "la priorità è ricostituire le comunità, a cominciare da tre capisaldi: garantire la sicurezza e la antisismicità degli edifici a partire da quelli scolastici; riportare lavoro e attività produttive in quei territori; sviluppare le potenzialità ambientali e culturali delle terre colpite dal sisma". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Mastrovincenzo, aprendo a Treia la tavola rotonda della plenaria conclusiva delle due giornate dedicate alla ricostruzione post sisma nell'ambito del festival della soft economy della Fondazione Symbola. (...)

Così invece Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, a Treia al Festival della Soft Economy della Fondazione Symbola. Secondo Cappochin, bisogna avere "ben chiara la visione di una città, di un borgo che non sia solo una sommatoria di monumenti, bensì una struttura storica, sociale ed economica integrata nel territorio. Sarà necessario un piano lungo decenni che solo progetti di qualità espressioni di concorsi di architettura possono garantire".

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Cappochin, città come struttura storica e non sommatoria di monumenti

ogginotizie.it
7 luglio 2017

Giuseppe Capocchin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori espone la sua visione in occasione del Festival della Soft Economy della Fondazione Symbola tenutosi nel comune di Treia: “Per le piccole città ed i piccoli centri che sono stati colpiti dal terremoto il problema non è solo la perdita di identità, ma anche la capacità di rigenerarsi: la città, il borgo rimangono vuoti se le pietre ed i mattoni non generano economia e sviluppo sociale. Non si tratta solo di ricostruire in sicurezza, perciò non ‘come era, dove era’, ma ‘dove era, meglio di come era’, rilanciando progetti di aree che sappiano coniugare passato e futuro e che abbiano l’uomo al loro centro”. (...)

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Cappochin, garantire progetti di qualità

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