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L'auditorium di Ravello un errore urbanistico

 
Testata:
la Repubblica
 
Data:
06-12-2008
 
Autore:
Giulio Pane
 
 
Gli architetti devono risolvere ancora una delle più gravi aporie della loro professione, che consiste nel non sapere e non volere conciliare istanze che sono frutto della loro stessa cultura, ma che essi vivono in senso profondamente contraddittorio. Mi riferisco alla difficoltà a sottostare a regole che siano determinate da necessità collettive, come ad esempio tutte quelle che fanno capo all'urbanistica. Questo non vuol dire che l'urbanistica sia un'attività priva di errori e difetti, e che non sia perfettibile; vuol dire solo che se ci sottomettiamo a regole generali, lo facciamo allo scopo di garantirci da errori generali, e di contemperare la legittima aspirazione al soddisfacimento dei bisogni individuali attraverso un complesso di condizionamenti normativi che rispetti un quadro generale di riferimento.
Dopo di che non possiamo che seguire quelle regole, ancorché errate o imperfette. La disciplina urbanistica ha trovato inoltre da tempo nelle facoltà d'Ingegneria e d'Architettura largo consenso, proprio per il suo carattere - codificato da ben note norme di legge - di progetto normativo. Sostenere oggi che l'urbanistica sia poco più di un'opinione, oltre che pro-fondamento scorretto e diseducativo, mi pare anche un tantino antiquato, e rischia di somigliare molto all'atteggiamento di chi - in tempi lontani solo in senso cronologico, evidentemente - com-mentava, con cinica saggezza, che il piano regolatore serve solo "a chi nun se sape regulà".
Sapersi regolare, invece, tra le possibilità di dribblare le norme urbanistiche per mezzo degli accordi di programma, con le conferenze di servizio e con tutti gli stratagemmi messi in campo dalla politica, per arrivare più rapidamente e con maggiore controllo alla decisione finale, costituisce invece, evidentemente, la procedura vincente da promuovere. Ed è ancora più grave se un'attività di questo tipo è svolta proprio dall'ente pubblico, cioè dal garante del rispetto delle regole.
(...)

 
 
 
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