Sapey vince con il parking coloratoA Valencia sta per sorgere l'area sosta ecologica
Testata:
Il Sole 24Ore Progetti e Concorsi
Data:
27-11-2008
Autore:
Paola Pierotti
«Da brutto anatroccolo sono diventata un cigno grazie all'incarico per il parcheggio dell'Hotel Puerta America di Madrid, dove erano stati coinvolti 17 tra i più famosi architetti del mondo, da Nouvel alla Hadid. E io, sono stata aggiunta, per caso e per fortuna, per disegnare il garage». Così Teresa Sapey racconta l'inizio della sua carriera, cosciente dell'importanza della diffusione dell'immagine pubblica che oggi coinvolge anche gli architetti. «Conobbi per caso l'amministratore della società e mi permisi di chiedergli cosa si doveva fare per far parte del progetto. Mi disse semplicemente che bisognava essere molto famosi e che comunque non c'era più margine per altri contributi; anche Gehry aveva chiesto ma senza chance. Gli chiesi se potevo proporre io un tema, gli lanciai la proposta di fare il parcheggio e mi affidò l'incarico, stupito che un architetto potesse pensare lo spazio di un garage». Un tema insolito che per la Sapey è diventato la carta vincente che gli ha portato altri nuovi incarichi a Madrid, Valencia e Vitoria. Nel 2005 ha vinto il concorso indetto dal Comune di Madrid per l'ideazione del garage pubblico in Piazza Vazquez de Mella; e nei prossimi mesi consegnerà altri due parcheggi nelle altre due città spagnole. «Il parcheggio di Madrid - racconta - è stato ideato per riqualificare un quartiere degradato, con una forte presenza di omosessuali. E così ho pensato di dedicare questo intervento a Paolo e Francesca, all'amore come energia umana. Tutto è rosso, sembra una discoteca, tutte le pareti sono coperte di fotografie che raccontano qualsiasi tipo di relazione. Tutto è coperto in metallo antiscivolo: la lamiera è economica, non si arruginisce e non crea problemi di manutenzione: basta lavarla e tutto resta come all'inizio».
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