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Processo a Calatrava

 

Belli ma inaffidabili? È polemica sui lavori dell'architetto spagnolo

Testata:
La Stampa
 
Data:
27-10-2007
 
Autore:
Lea Mattarella
 
 
Nessuno è profeta in patria, si sa. E questo vale anche per Santiago Calatrava, nonostante tutto. Il grande architetto spagnolo in questo momento è investito da una vera e propria bufera. Ed è di acqua che si tratta: quella che ha inondato il Palazzo delle Arti, uno degli edifici della Città delle Arti e della Scienza, inaugurata nel 2005, dopo 10 anni di lavori. Il danno potrebbe costare all'amministrazione tra i 10 e i 15 milioni di euro. Il sindaco Rita Barbera ha deciso di rifarsi sull'architetto. L'errore è suo, che paghi.
Nel frattempo Calatrava ha chiesto al comune di Bilbao un risarcimento di 3 miliardi di euro, dopo aver trovato un innesto, progettato da Arata Isozaki, sul ponte che aveva creato per la città basca. Uno sfregio finito in tribunale, complice la legge sulla proprietà intellettuale. Ma il sindaco Inaki Azkuna si difende sostenendo che il materiale trasparente che era stato scelto in precedenza faceva cadere i passanti. Chissà se anche loro gli hanno fatto causa.
D'altra parte, è noto che non c'è pace per l'architettura contemporanea. In Italia, basta ricordare la polemica che ha investito la ricostruzione dell'edificio che contiene l'Ara Pacis, opera di Richard Meier, ma anche il ponte realizzato dallo stesso Calatrava a Venezia, inaugurato pochi mesi fa. Qualcuno proprio non lo voleva perché lo considerava brutto; altri lo hanno accusato di essere troppo bello ma per niente funzionale. Carlo Olmo, preside della facoltà di Architettura di Torino, spiega: «Il ponte di Venezia è un'opera strutturalmente molto delicata, perché comporta dei problemi statici che derivano dalla particolare condizione della città lagunare. Mi sembra che in questo caso si sia privilegiato il lato formale su quello strutturale. Il ponte pesa più degli altri: questo potrebbe creare dei problemi, non è sicuro, ma potrebbe succedere».
In effetti l'aspetto formale ed estetico dell'architettura è una costante nella ricerca di Calatrava. L'edificio è per lui anche un bell'oggetto. Non a caso realizza disegni e sculture. Li ha presentati in una mostra quest'estate a Roma. Con il suo aspetto impeccabile, aveva tuttavia l'aria di uno che cerca di allontanarsi sempre di più dalla sua formazione di ingegnere per vestire i panni dell'artista. È un creatore di forme. Pensa alle costruzioni come se scolpisse, o disegnasse nello spazio. D'altra parte è convinto che «l'architettura non è altro che la sintesi delle arti, il momento in cui i diversi linguaggi convergono». (...)

 
 
 
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