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"Perché neanche una chiesa tra le sette meraviglie?"

 

La protesta di "Avvenire" per la nuova classifica mondiale

Testata:
la Repubblica
 
Data:
05-07-2007
 
Autore:
Orazio La Rocca
 
 
La Cappella Sistina con gli immortali affreschi michelangioleschi? Bocciata. La basilica di San Pietro comunemente indicata come la chiesa più bella del mondo? Bocciata. E la Sagrada Famiglia, la spettacolare basilica spagnola disegnata da uno dei più grandi geni del ventesimo secolo, l'architetto Antonio Gaudì? Bocciata anch'essa. Stessa sorte per gli altri grandi siti della cristianità di ieri e di oggi.
dal Santo Sepolcro di Gerusalemme al Duomo di Milano, dalle cattedrali di Aquisgrana, Colonia e Dresda (Germania), a Santiago di Compostela (Spagna), Notre Dame (Francia), Saint Paul (Inghilterra). Tra le nuove sette meraviglie del mondo che sabato prossimo saranno proclamate a Lisbona alla fine di un concorso on line (a pagamento) organizzato dal miliardario svizzero-canadese Bernard Weber, non c'è nessuna grande opera cristiana. «Esclusioni inspiegabili, sorprendenti e sospette», attacca l'arcivescovo Mauro Piacenza, presidente delle Pontificie commissioni dei Beni culturali e di Archeologia Sacra del Vaticano. La stessa critica avanzata ieri dal quotidiano cattolico Avvenire che all'iniziativa di Weber ha dedicato un polemico articolo intitolato "Sette meraviglie del mondo, per i cristiani non c'è posto".
(...) Il quotidiano mostra anche di non gradire l'unico sito cristiano rimasto in lizza, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, famoso più che altro "per aver fatto da modello ad una pubblicità di Ronaldo" e scelto non per meriti estetici, ma per le pressioni del presidente brasiliano Lula.
«Al di là dei criteri adottati per questo concorso, appare strano e desta meraviglia che tra le nuove 7 meraviglie del mondo non ci sia una delle grandi opere artistiche cristiane da sempre ammirate da credenti e non credenti», rincara la dose monsignor Piacenza, che come ministro dei Beni culturali della Santa Sede ricorda come «opere concepite dal genio di Michelangelo come il Giudizio Universale o la Pietà non possono non toccare i cuori di chi ama la bellezza, ma anche dei milioni e milioni di credenti per i quali capolavori di questa levatura hanno anche un valore catechetico e teologico». E forse anche per questo, azzarda Piacenza, «non vorrei che dopo la morale e gli insegnamenti dottrinali, la Chiesa possa essere presa di mira anche per i suoi tesori artistici».
(...)
 
 
 
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