Codice, modifiche in extremisAnce e progettisti distanti sull'appalto integrato
Testata:
Il Sole 24Ore
Data:
02-07-2007
Autore:
Valeria Uva
Modifiche sul filo di lana al Codice degli appalti per evitare un'altra proroga delle norme sospese. Con queste intenzioni si muove il Governo che però deve fare i conti con il delicato passaggio parlamentare che ancora manca per perfezionare l'iter. Le commissioni Lavori pubblici di Camera e Senato infatti hanno tempo fino al 24 luglio per dare il proprio parere. A margine del «Forum» di «Edilizia e territorio» del 26 giugno i due presidenti, Anna Donati ed Ermete Realacci hanno annunciato di avere bisogno di molti approfondimenti e dunque di non riuscire ad anticipare il parere. (...) Intanto la commissione Ambiente e Lavori pubblici del Senato ha avviato l'esame del secondo correttivo. Il relatore, Paolo Brutti, ha messo l'accento su alcune criticità del testo. (...)
La Commissione ha poi avviato una serie di audizioni. Con l'Ance è risultato ancora una volta evidente lo scontro tra costruttori e progettisti sulla liberalizzazione dell'appalto integrato. Il presidente, Paolo Buzzetti, infatti ha chiesto il mantenimento della norma che consente anche la gara sulla base del progetto preliminare, ma per le gare sul definitivo l'Ance vorrebbe prevedere «l'offerta economicamente più vantaggiosa come unico criterio». «In questo modo - ha spiegato Buzzetti - si darebbe alle imprese la possibilità di introdurre varianti migliorative ». I progettisti invece, insieme con l'Oice, chiedono l'abolizione della possibilità di fare la gara sul preliminare. «Segna la resa totale della pubblica amministrazione nelle imprese» commenta Massimo Gallione, vicepresidente del Consiglio architetti. E sempre contro la forte presenza della progettazione interna si è mosso Nicola Greco, presidente Oice, che a Di Pietro ha consegnato un documento in cui chiede di ammettere la progettazione "interna" «soltanto nei casi di effettiva capacità tecnica delle stazioni appaltanti». E - aggiunge - «chiediamo di vietare alle stazioni appaltanti di subaffidare parti della progettazione, svolta internamente ». Anche l'Agi insiste sull'offerta economicamente più vantaggiosa. Il presidente, Mario Lupo, ha chiesto «forme di pubblicità dei lavori delle commissioni giudicatrici e modalità di applicazione del criterio oggettive e predeterminate nel bando». |
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