Modifiche minimali» e approvazione «nelle prossime due settimane». È questo il percorso parlamentare del decreto Liberalizzazioni, prefigurato ieri dal presidente del Consiglio, Mario Monti, in visita negli Usa. Oggi alle 12 scade il termine per gli emendamenti, ma già ieri il Pd aveva presentato 40 proposte mentre il Pdl era ancora al lavoro sul dossier.
Intanto sono molte le categorie che stanno tentando l'assalto al testo: dai farmacisti ai petrolieri, dagli avvocati ai consumatori.
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Intanto il Pd ha presentato 40 proposte di modifica su dieci capitoli: banche, assicurazioni, energia, trasporti, autorità di regolazione, tutela dei consumatori, professioni, farmacie, notai e imprese. «Noi condividiamo l'approccio innovativo del governo ma vogliamo rafforzarlo e renderlo più incisivo» ha detto il capogruppo Anna Finocchiaro, lasciando intendere che il partito non farà le barricate e non negherà un'eventuale fiducia al governo, purché non vi siano vistosi passi indietro.
Nel Pdl ieri molte carte erano ancora coperte. La relatrice Simona Vicari ha annunciato appoggio a un emendamento, ispirato da Confindustria, che prevede l'introduzione di un rating di legalità per le imprese come elemento premiale di accesso al credito e alle agevolazioni pubbliche. Il rating verrebbe valutato da un'Autorità indipendente. Il presidente della commissione Giustizia, Filippo Berselli, a sua volta segnala tre emendamenti: per sopprimere il Tribunale delle imprese, per ripristinare le tariffe minime e eliminare l'obbligo dei preventivi dei professionisti e per restituire all'assicurato la possibilità di rivolgersi al proprio carrozziere senza penalità.
Da parte sua, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha ipotizzato, tra le modifiche al decreto, una moratoria del credito alle imprese e la separazione del servizio banco posta da quello postale. Mentre ha confermato di voler sollevare i sindaci «dall'onere di decidere l'ampliamento del numero delle licenze dei taxi».