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  Liberalizzazioni: Architetti, Consiglio Nazionale, "nella Riforma delle professioni si elimini stortura dell'eccesso del potere del socio di capitale" , Decreto-legge Liberalizzazioni: Il pensiero delle libere professioni  

Decreto-legge Liberalizzazioni: Il pensiero delle libere professioni

 
Testata:
lavoripubblici.it
 
Data:
24-01-2012
 
Autore:
Gabriele Bivona
 
 

Mentre si sono tenuti già in parecchie sedi i Forum delle Professioni con all'ordine del giorno l'argomento delle liberalizzazioni varate con il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, è lecito chiedersi se il testo dell'articolo 9 del decreto-legge troverà una conferma definitiva nella conversione in legge o se sarà abbondantemente modificato vista l'attuale rivolta quasi generale delle categorie professionali.
I problemi posti sul tappeto sono quelli relativi alle tariffe professionali, alle società professionali e del tirocinio.
Riportiamo, qui di seguito, alcune dichiarazioni che i rappresentanti di alcune categorie professionali hanno recentemente rilasciato.
(...)
Architetti
Posizione blanda del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in merito all'abolizione delle tariffe professionali.
"Abbiamo molto apprezzato, in particolare, - continua - la competenza e la capacità di ascolto del Ministro Severino che, all'interno di un precisa politica di riscrittura delle regole, ha proceduto con buon senso, raccogliendo - purchè utili al Paese - i contributi delle professioni. L'aver lasciato il riferimento ai parametri nei contenziosi è, infatti, un atto di buona amministrazione, tutto a vantaggio dei cittadini e del buon governo dell'economia e della giustizia."
"Per quanto riguarda, poi, il preventivo obbligatorio, condividiamo la norma che consideriamo utile per un rapporto trasparente con i clienti, ai quali non ci si dovrà limitare a preventivare i costi ma, occorrerà descrivere dettagliatamente la complessità della prestazione professionale. Solo in un rapporto di grande trasparenza, infatti, il confronto concorrenziale può regolare i rapporti professionali, senza offrire il destro alle truffe o alla promozione ingannevole come quella che quotidianamente circola su internet".
"Il tirocinio misto, prima all'università e poi negli Studi professionali - aggiunge il Consiglio Nazionale - può essere un'ottima soluzione, purchè, anche in collaborazione con il Ministro Profumo, si disegni un percorso virtuoso che colleghi la scuola al tirocinio fino all'esame di Stato e che migliori la qualità dei neo professionisti senza ostacolarne l'accesso al mercato. Ciò potrà costituire un'occasione importante per abbattere steccati storici tra università e professione, assumendoci tutti la responsabilità di far crescere e maturare una classe e una generazione professionale competente e capace di affrontare le nuove sfide che ci aspettano".
(...)

 
 
 
 

 

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