Le attività non riservate svolte dagli iscritti a un
ordine sono competenze tipiche che caratterizzano la professione stessa. E non
possono essere rivendicate da chi non ha seguito l'iter previsto dalla legge:
laurea, praticantato ed esame di stato. «Fino a ieri questa tesi era vista come
una rivendicazione lobbistica», dice Marina Calderone, «oggi lo dice la direttiva
servizi mettendo così fine alla confusione generata dalla direttiva qualifiche».
Il
capitolo sul riconoscimento («surrettizio») delle associazioni di
professionisti senza albo si chiude qui per Marina Calderone. Non quello sulla
riforma delle professioni. Anche se la situazione politica non più stabile come
prima dell'estate.
Domanda.
Presidente Calderone, prima dell'estate sembrava che la riforma delle
professioni fosse in cima all'agenda del governo. Poi c'è stata la spaccatura
all'interno dell'esecutivo. E per tutta l'estate il dibattito politico è stato
concentrato sulla possibilità di andare al voto prima della scadenza naturale
delle camere. Le priorità oggi sembrano altre. Come legge questa situazione?
Risposta.
Credo sia davanti gli occhi di tutti la situazione politica difficile. Quindi
attendiamo gli sviluppi. Gli ordini rimangono fedeli agli accordi presi con il
ministro della giustizia, Angelino Alfano, cioè di dare una mano alla stesura
di un progetto di legge di riforma. Conto, pertanto, con i rappresentanti
dell'area tecnica di avere al più presto un incontro con l'ufficio legislativo
di Via Arenula per andare avanti con l'approfondimento e arrivare così
all'obiettivo di un testo entro la fine di ottobre. Noi vogliamo continuare
sulla strada del confronto e non ci tiriamo indietro. Ma ci rendiamo conto che
le condizioni politiche sono cambiate e non sta a noi determinare l'agenda
politica.
(...)