La direttiva servizi premia gli albi
Testata:
Italia Oggi
Data:
01-09-2010
Autore:
Ignazio Marino
Sempre più ripida la salita
per le associazioni di professionisti senza albo che hanno chiesto il decreto
di accreditamento per partecipare alle piattaforme europee sulle professioni
(quelle previste dalla direttiva sulle qualifiche). Intanto perchè la disciplina
contenuta nella recente direttiva servizi (ex Bolkenstein) stringe i cordoni
per i cittadini europei che vogliono venire in Italia a esercitare una libera
professione.
E poi perché, con il provvedimento in questione, i sistemi regolatori e di libero scambio dei professionisti in Europa sono ora ampiamente sufficienti per ogni esigenza. E dunque nessun tavolo europeo sarà istituito fra vari organismi di rappresentanza per regolamentare un profilo non incardinato in un ordine già istituito. Roberto Orlandi, vicepresidente del Cup (il comitato unitario delle professioni), anche in qualità di componente del Cnel si occupato a lungo della controversa questione del riconoscimento. Assieme a ItaliaOggi commenta gli ultimi sviluppi. Domanda. Orlandi, come legge questo supplemento di istruttoria che si sta concedendo il ministero della giustizia sull'accreditamento delle associazioni alle piattaforme Ue (si veda ItaliaOggi di ieri). I decreti sembravano, dopo un iter lungo due anni e mezzo, pronti per essere emanati? Risposta. Intanto va detto che il ministero della giustizia deve scontare, sulle pratiche già definite, l'assenza del parere (obbligatorio) del Cnel. Sui primi nove riconoscimenti, gli unici istruiti in via definitiva del Cnel, si è verificata una spaccatura che ha impedito di rendere il parere. Dunque il ministero si trova nella materiale necessità di giustificare la circostanza, ove la evitasse rischierebbe una impugnativa amministrativa ed un annullamento dei Decreti, perlomeno per vizio di forma. Poi è intervenuta l'importante modifica alla Direttiva Qualifiche (recepita in Italia con il dlgs n. 206/2007) introdotta dall'ex Bolkenstein, che evidentemente comporta un doveroso e prudente supplemento istruttorio. (...) |
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