Professionisti al tempo della crisi. Fatturati in calo e assegni previdenziali in sofferenza. Lo scenario che lasciano intravedere i dati della casse professionali, fotografato al dicembre 2008, alle prime avvisaglie della crisi finanziaria ed economica che ha colpito il sistema produttivo mondiale negli ultimi due anni, è tuttavia molto chiaro. I trend sono emblematici ed è purtroppo facile analizzarli in prospettiva.
Per gli ingegneri il calo dei redditi, ad esempio, si è attestato nel 2008 all'1,5 per cento. «Ma il dato relativo ai fatturati è in realtà solo l'inizio di una diminuzione che si è andata accentuando con il trascorrere dei mesi», spiega il presidente del Consiglio nazionale Giovanni Rolando.
Secondo i dati di Inarcassa i redditi medi di ingegneri e architetti nel 2008 sono calati da 33.037 a 32.552 euro. Un dato "ottimistico" secondo Massimo Gallione, presidente del Consiglio nazionale degli architetti: «La nostra professione risente della scomparsa dell'edilizia pubblica, settore in via d'estinzione se si escludono le grandi opere». Secondo i dati degli architetti l'edilizia pubblica è calata del 90% in dieci anni. «E l'edilizia privata non se la passa tanto meglio. Il piano casa che doveva rilanciare l'economia del settore ha dato risultati limitati».