La riforma delle professioni ideata dagli
ordini sarà consegnata oggi al ministro della giustizia Angelino Alfano. Passa
così al Governo il compito di dare attuazione con una proposta di legge ai
principi sui quali Cup e Pat, i due coordinamenti del comparto, hanno trovato
l'accordo. Come già anticipato da ItaliaOggi del 9 luglio 2010, il testo è una
sintesi delle istanze maturate in questi anni: dalla definizione di professione
intellettuale e di modalità del suo esercizio alla distinzione con le forme di
lavoro autonomo passando per un nuovo percorso relativo al tirocinio e all'accesso.
Ancora spazio alle misure di promozione e di sostegno dei giovani
professionisti e ad un nuovo modo di concepire i tariffari, correlati
all'entità e alla qualità della prestazione. Fin qui i principi più rilevanti.
Si apre ora, però, la partita dell'attuazione degli stessi. Più o meno
condivisi, infatti, negli anni, i testi di riforma delle professioni in
Parlamento sono spesso naufragati anche per via delle contrapposizioni interne
al mondo degli ordini. Non sembrerebbe questo il caso, vista la condivisione
preventiva del documento. Anche se ci sono, per esempio, già gli avvocati sul
piede di guerra contro Alfano (si veda box in pagina) e i malumori fra i
tecnici. Questi ultimi, da tempo vivono una contrapposizione interna fra chi
vorrebbe la fusione di tre collegi (periti agrari, periti industriali e
geometri) e chi teme (architetti e ingegneri) uno sconvolgimento delle
competenze e dei titoli. Il documento Cup-Pat sembra aver trovato una soluzione
di principio: ok agli accorpamenti fra professioni ma con l'esplicita rinuncia
all'idea di ottenere surrettiziamente nuovi titoli e competenze nonché di
«aggredire» gli iscritti delle altre professioni (ovvero i laureati triennali
già iscritti in altri albi).
Ecco i contenuti del
documento unitario
ItaliaOggi pubblica il
documento sulla «riforma delle professioni» condiviso da Comitato unitario delle
professioni (Cup) e Professioni dell'area
tecnica (Pat) inviato al ministro della giustizia, Angelino Alfano