L'architettura frenata dalle Sovrintendenze
Testata:
Il Sole 24Ore Progetti e Concorsi
Data:
15-07-2010
Autore:
Paola Pierotti
Cinque anni dopo il
concorso internazionale il porto monumentale di Napoli si è arenato su un "tavolo
tecnico"; a Roma, a un anno dall'aggiudicazione con un progetto pronto per il
cantiere, il piano diristrutturazione del nuovo Policlinico UmbertoI
è finito nel nulla. Sono questi gliultimi due casi simbolo di progetti,
frutto dicompetizioni internazionali, congelati dallaSoprintendenza.
Nello stesso calderone erafinito anche il museo archeologico di Santa
Scolastica a Bari, vinto dallo studio bolognesePanstudio, guidato da Cesare Mari, ma
anche il velodromo di Roma, bloccato perlungo tempo da un vincolo
della Soprintendenza,poi demolito, oggetto di un concorso,e
definitivamente abbandonato.Come insegna il caso Jesolo, il confronto,
che spesso sfocia in battaglia, tra progettistie Soprintendenze per
i piccoli interventi dimanutenzione urbana, sta diventando ordinaria
amministrazione anche per le grandi operazioni.Risultato? A parte i
casi virtuosi incui sono le stesse Sovrintendenze a promuovereforme
di tutela che non rinuncino all'innovazione- con forme di
collaborazioneattiva come nel caso del concorso per ilmuseo
della Shoah di Ferrara - si diffondela sensazione che spesso si
combatte unasemplice guerra tra contemporaneità e conservazione.
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