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Le case popolari come gioielli decò immersi nel verde

 
Testata:
la Repubblica
 
Data:
10-03-2010
 
Autore:
Laura Larcan
 
 
Quando nasceva la città giardino Aniene, con l'idea utopistica da garden city inglese dei villini in sinergia con il verde. Quando i virtuosismi "barocchetti" e "viennesi" impreziosivano le palazzine dei quartieri Trionfale, Piazza d'Armi e Appio, o quando la visionarietà futurista ispirava i quattro "alberghi suburbani" della Garbatella, concepiti per accogliere gli sfrattati dal centro storico in seguito agli sventramenti del regime. Ma anche quando sorgevano le borgate, da Primavalle al Quarticciolo, con un carattere bucolico che per ogni alloggio prevedeva un orto-giocattolo da coltivare. Erano gli anni dell'attività dell'Iacp, dell'Istituto per le Case popolari sorto nel 1903, che fino al secondo dopoguerra reclutò un esercito di autorevoli architetti per segnare lo sviluppo urbanistico di Roma.
Un'epopea che viene raccontata dalla mostra "L'archivio storico iconografico Iacp. I progetti delle case popolari a Roma dal 1903 agli anni '50" che si apre oggi all'Accademia nazionale di San Luca, promossa dall'Ater, Azienda territoriale per l'edilizia pubblica del Comune di Roma, in collaborazione con la Soprintendenza archivistica del Lazio. "Per la prima volta vengono esposti i disegni originali dei progetti dei vari quartieri romani - racconta Maria Emanuela Marinelli del comitato scientifico - a illustrare l'evoluzione del gusto architettonico del primo Novecento romano". (...)
 
 

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