La proposta poi ritirata, di costituzione, di una
«Protezione civile spa» cioè di una società «in house» a totale partecipazione
pubblica per l'esercizio delle attività strumentali del Dipartimento della
Protezione civile, ha suscitato nell'opinione pubblica forti perplessità,
condivise da questo Ordine, proprio per la eccessiva estensione dell'ambito di
competenza del dipartimento.
La Legge istitutiva del servizio nazionale (L. 225/92)
disciplinava con una certa precisione l'azione di competenza della Protezione
civile, sempre riconducibile ad eventi caratterizzati da «stati di emergenza»
proprio perché lo scopo dell'ente era quello di tutelare «l'integrità della
vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni
derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi».
Grandi eventi? Ma nel 2004 una direttiva della Presidenza del consiglio dei
ministri ha introdotto accanto al concetto di «stato di emergenza» anche quello
di "grande evento" rapportandoli tra loro come fossero sinonimi e da allora gli
interventi che hanno visto protagonista la Protezione civile non sempre sono
stati caratterizzati dall'emergenza (i più importanti: G8, Vuitton Cup, 150°
Anniversario dell'Unità d'Italia). Da ultimo si sta concretizzando sempre più
l'estensione delle caratteristiche di evento da sottomettere alla logica
dell'emergenza anche all'Expo 2015.
Si è confuso il concetto di «stato di emergenza» con
quello di «urgenza» giustificando quindi il ricorso all'uso dei poteri
emergenziali della Protezione civile con la necessità di rispettare dei tempi
che sarebbero stati irrealizzabili applicando le procedure previste dalla legge
sugli appalti pubblici. Una soluzione? Ecco quindi il problema vero: una
legislazione in materia di appalti complessa che va rivista, semplificata ma
sempre nel rispetto dei principi di libera concorrenza, trasparenza e parità di
trattamento.
Riteniamo fondamentale, al fine di evitare distorsioni
che alterano la libera concorrenza e tutte le regole del mercato, una riforma
organica che riveda l'intera disciplina dell'azione della Protezione civile,
riportando il concetto di «emergenza» alle sue origini, e una revisione delle
leggi sugli appalti pubblici che tenga conto della necessità di rendere
applicabili anche nei casi di «urgenza» le procedure aperte e trasparenti di
affidamento degli incarichi.
per il Consiglio dell'Ordine il Presidente dr. arch.
Daniela Volpi