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  Eolo secondo Starck , Firma digitale , Firma digitale , Ravello. Si inaugura l'auditorium progettato da Niemeyer , Padiglioni e Casa Italia, spuntano gli edifici nell'orto globale Expo  

Padiglioni e Casa Italia, spuntano gli edifici nell'orto globale Expo

 

Addio all'illusione del tutto temporaneo con i palazzi destinati a sopravvivere

Testata:
la Repubblica
 
Data:
29-01-2010
 
Autore:
Alessia Gallione
 
 
Una distesa di campi coltivati e coperti da tende: così appariva il primo disegno di Expo. Un'idea iniziale, quella dell'orto globale, che adesso sta diventando un progetto sempre più concreto. E che sta trasformando in realtà gli spazi necessari per accogliere, far muovere, mangiare e divertire i visitatori del 2015. Il disegno rimane quello: leggero, ecologico. Ma accanto ai campi e alle serre con i climi di tutto il mondo, a Rho-Pero stanno spuntando anche padiglioni costruiti. Per ora sono semplici rettangoli per delimitarne i confini, diventeranno spazi da affidare, attraverso concorsi internazionali, agli architetti. Nell'ultima versione del masterplan, le costruzioni - comprese le serre - occupano 100mila metri quadrati: un quarto rispetto ai 400mila ipotizzati per i padiglioni nel dossier con cui Milano ha vinto l'Esposizione. E che, alla fine, faranno scendere a un miliardo scarso il budget per il sito: un taglio di 250-300 milioni.
La città del 2015 sta prendendo forma in un open space alla Bovisa, sui computer di una squadra di giovani neolaureati che fanno parte dell'Ufficio di piano e che stanno traducendo - sotto la supervisione del direttore Infrastrutture della società Renzo Gorini e dell'architetto "senior" Matteo Gatto - l'idea originaria della cinquina di archistar. «Un'esperienza unica - racconta Gatto - sia per il lavoro con i ragazzi sia per la possibilità di approfondire un'idea progettuale così interessante». Ancora un cantiere in corso. Anche se il progetto, che dovrà essere presentato al Bie per la registrazione ufficiale ad aprile, è a livello avanzato. (...) L'immagine di quello che diventerà il milione di metri quadrati stretto tra la Fiera e le autostrade è sempre più precisa. A cominciare dalle dimensioni: le vicine Poste non verranno più trasferite e l'area per l'Esposizione così perderà 80mila metri quadrati. Sarà un po' meno bucolica, ma in questa fase sembra ancora rispettosa dell'impostazione degli architetti internazionali. «Il progetto ha mantenuto le sue caratteristiche: un grande parco botanico, architetture che sono soprattutto serre, paesaggi naturali», dice Stefano Boeri che, con Jacques Herzog e Richard Burdett, ne sta seguendo l'evoluzione. Nella loro impostazione i padiglioni dei Paesi sono appezzamenti di terreno di grandezze diverse, da 400 a 6mila metri quadrati.
(...)
 
 
 

 

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