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"Le città imparano a parlare"

 
Testata:
La Stampa
 
Data:
27-01-2010
 
Autore:
Gabriele Beccaria
 
 
Per chi adora l'era digitale le visioni di Carlo Ratti vanno oltre i sogni più scatenati. Le vecchie città ostili, di pietra e cemento, stanno per lanciarsi in volo: si smaterializzano e iniziano a interagire amichevolmente con ogni individuo, come una magia da film in 3D. E' l'universo di Internet che assume una nuova, ennesima forma.
Architetto Ratti, lei è direttore del «Senseable City Lab» del Mit di Boston - il laboratorio multidisciplinare che prova a inventare il futuro delle metropoli - e domani sarà al «World Economic Forum» di Davos per spiegare quella che si annuncia come un'altra rivoluzione (benigna e senza traumi): la racconta?
«Il titolo sarà "A Future by Design" e le mie osservazioni partiranno dalla frase di Le Corbusier "la civiltà della macchina cerca e deve trovare la sua espressione architettonica". Oggi al posto della macchina c'è la civiltà digitale&biotech, ma appare la stessa esigenza di ridefinire il paradigma dell'architettura.
(...)
 
 
 
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