«Sono quattro legislature che la legge sui principi di
governo del territorio giace in Parlamento. Tutti si dicono d'accordo, ma poi
il testo non viene approvato». A quasi una settimana di distanza dall'Appello
lanciato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente del
Consiglio nazionale degli architetti,
pianificatori, paesaggisti e conservatori Massimo Gallione esplicita ulteriormente
l'umore della categoria e la visione. «Le emergenze sono due: un rischio
idrogeologico gravemente trascurato e altissimo» dice Gallione tornando sui
temi della lettera aperta del 20 gennaio «testimoniato da tanti disastri, da un
lato, e l'esigenza di ridare fiato a unmercato che è arrivato allo stremo delle
forze, dall'altro». Nelle lettera si sottolineava ad esempio la necessità di
predisporre piani, «anche a lunga scadenza», al di là della gestione delle
emergenze.
(...)
Accanto all'esigenza di rilanciare il mercato dell'edilizia,
tuttavia, restano le cifre che testimoniano «l'invecchiamento» delle strutture
edilizie italiane. Sui 90milioni di vani costruiti nel dopoguerra, il 90% non
ha le sufficienti capacità strutturali antisismiche e il 45% di questi sta in
zone a rischio idrogeologico medio-alto. Una cifra superiore al 90%, poi, ha
una capacità di contenimento della dispersione dell'energia insufficiente
rispetto agli standard europei. «Mi auguro che gli aumenti di volumetria
consentiti dalla legge nazionale - chiosa Gallione - possano alimentare un
processo di sostituzione edilizia, di vero rinnovamento, soprattutto nelle
periferie. Non è opportuno aumentare di un piano una costruzione che non
rispetta standard di sicurezza».