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Edilizia ferma, architetti in campo

 

«Le emergenze sono due: il rischio idrogeologico altissimo e il mercato allo stremo», dice Gallione

Testata:
Corriere della Sera
 
Data:
26-01-2010
 
Autore:
Jacopo Tondelli
 
 
«Sono quattro legislature che la legge sui principi di governo del territorio giace in Parlamento. Tutti si dicono d'accordo, ma poi il testo non viene approvato». A quasi una settimana di distanza dall'Appello lanciato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori Massimo Gallione esplicita ulteriormente l'umore della categoria e la visione. «Le emergenze sono due: un rischio idrogeologico gravemente trascurato e altissimo» dice Gallione tornando sui temi della lettera aperta del 20 gennaio «testimoniato da tanti disastri, da un lato, e l'esigenza di ridare fiato a unmercato che è arrivato allo stremo delle forze, dall'altro». Nelle lettera si sottolineava ad esempio la necessità di predisporre piani, «anche a lunga scadenza», al di là della gestione delle emergenze.
(...)
Accanto all'esigenza di rilanciare il mercato dell'edilizia, tuttavia, restano le cifre che testimoniano «l'invecchiamento» delle strutture edilizie italiane. Sui 90milioni di vani costruiti nel dopoguerra, il 90% non ha le sufficienti capacità strutturali antisismiche e il 45% di questi sta in zone a rischio idrogeologico medio-alto. Una cifra superiore al 90%, poi, ha una capacità di contenimento della dispersione dell'energia insufficiente rispetto agli standard europei. «Mi auguro che gli aumenti di volumetria consentiti dalla legge nazionale - chiosa Gallione - possano alimentare un processo di sostituzione edilizia, di vero rinnovamento, soprattutto nelle periferie. Non è opportuno aumentare di un piano una costruzione che non rispetta standard di sicurezza».
 
 
 

 

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