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Grandi opere. Le incompiute delle archistar

 
Testata:
Corriere Economia
 
Data:
25-01-2010
 
Autore:
Jacopo Tondelli
 
 
Riplasmare le città. Ripensare lo spazio pubblico. Riscrivere la storia dell'architettura e dell'urbanistica italiana. Non si badava alle parole, nè alle spese, appena pochi anni fa, per definire cosa sarebbe successo quando i grandi progetti delle «archistar» fossero diventati realtà, passando dalla carta al territorio. Così, le grandi committenze private (soprattutto a Milano) e quelle pubbliche (soprattutto al Centro-Sud) nei primi anni duemila e fino al 2007, esaurito l'effetto negativo dell'11 settembre, affidavano l'immaginario del nuovo millennio ai grandi nomi della progettazione nazionale e internazionale: Renzo Piano, Zaha Hadid, Ricardo Bofill, Daniel Liebeskind, e così via. Il brusio e le cause legali di qualche comitato non sembravano in grado di costituire un vero ostacolo. Poi è arrivata «la crisi» e la realizzazione dei progetti ha cominciato ad essere accompagnata, sempre più spesso, dal condizionale. A cominciare da Milano.
(...)
 
 
 
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