Edilizia volano dell'economia:
una macchina rimasta senza benzina e che va rimessa in moto.
A spingere sono oggi gli architetti del Cnappc, guidati dal neo presidente
Massimo Gallione che chiedono al governo un New Deal per l'edilizia, un piano
di rottamazione dell'edilizia senza qualità, con politiche premiali dal punto
di vista fiscale per incentivare la svolta cosiddetta verde, come negli Usa. Su
120 milioni di vani esistenti in Italia, 90 milioni, costruiti nel dopoguerra,
sono da adeguare alla norme sul risparmio energetico e da mettere al riparo dal
rischio sismico, ha riferito il Cnappc nella
lettera che Gallione ha scritto al premier Silvio Berlusconi
. Missiva nella quale l'organismo cui fanno
riferimento gli ordini professionali provinciali degli architetti chiedono che
il governo concerti politiche che mettano in moto gli investimenti privati, dal
momento che quelli pubblici languono frenati dai limiti di spesa imposti agli
enti locali, tenuti a rispettare i parametri di Maastricht. Politiche
incentivanti che favoriscano l'utilizzo di materiali innovativi e tecnologie per
il risparmio energetico.
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«Le opere pubbliche, a parte le
grandi infrastrutture come la Tav, sono praticamente quasi scomparse», ha
dichiarato Gallione, «e dunque per ridare ossigeno al mercato della
progettazione, in crisi, bisogna guardare ai privati, che, vanno incentivati
con la leva fiscale, i bonus volumetrici e un sistema imperniato sulla
compensazione e sulla perequazione, strumenti innovativi di quella riforma
urbanistica, annunciata, ma della quale si sono perse le tracce». Gli architetti
del Cnappc vogliono dare una scossa. Gallione ha sollecitato la necessità di
concertare subito, governo, Cnappc, insieme alle associazioni nazionali dei
comuni, Anci, e dei costruttori, Ance, un grandioso piano di rottamazione delle
periferie.
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