Del Consiglio nazionale Sirica è stato a lungo presidente, fino alla sua prematura scomparsa, avvenuta lo scorso 16 aprile. E dal 2002 fino al Marzo scorso era stato anche pugnace presidente del Comitato unitario delle professioni.
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Uomo appassionato, sagace, energico, ironico, Sirica ha sempre coniugato l'impegno culturale e l'entusiasmo nella sua politica professionale ed ha lasciato nel mondo scientifico nazionale ed internazionale un vuoto difficilmente colmabile, a detta di molti. Quest'oggi alcuni di questi, architetti, uomini delle istituzioni e membri della società civile, tenteranno di tratteggiare il suo profilo umano e scientifico. Già ieri si è tenuta una cerimonia più piccola, ma non meno significativa: l'intitolazione della sala delle assemblee della sede dell'Ordine partenopeo a Sirica e la presentazione dell'evento di oggi. "La sua vera attitudine era la politica, nel senso più nobile del termine, organizzare le volontà e i bisogni della gente e, in particolare, degli architetti verso obiettivi di interesse generale", ricorda Paolo Pisciotta, amico e sodale da una vita e suo successore alla guida dell'Ordine, "Raffaele si è sempre mosso con intelligenza tra le istituzioni. Dalle conversazioni con i colleghi traeva spunti per l'iniziativa e così ci ha condotto in battaglie che potevano sembrare temerarie". E la vedova, Angela, architetto anche lei, ricorda l'impegno dello scomparso in favore dei concorsi di idee, "strumento che consente anche ai giovani di farsi conoscere e apprezzare".