Una città vuota, con circa 30mila appartamenti sfitti e almeno un centinaio di interi edifici abbandonati. Una città che occupa suolo prezioso, ma che nessuno abita e dove nessuna attività fiorisce. Un contenitore senza alcun contenuto. Migliaia di metri quadrati di ex fabbriche in disuso, appartamenti senza locatari. È la Milano abbandonata. Da ripensare. Per tanti architetti, come Stefano Boeri, anche un patrimonio sprecato su cui bisogna intervenire nella città che ha fame di case.
In città sono circa un milione i metri quadrati occupati da scali merci ferroviari da riconvertire - Farini o Romana, per citarne solo un paio - mentre altri 685mila sono coperti da aree industriali dismesse e non rigenerate. E ancora: su 677mila appartamenti in città, il 4 per cento non è abitato. Che fa circa 30mila case abitabili ma sfitte (anche se qualcuno stima che siano anche di più). E dei 47mila edifici privati censiti, alcuni adibiti ad uffici sono interamente non affittati. Mentre il Comune ha già stilato una lista di edifici completamente vuoti e in disuso, sia pubblici che privati, grandi e piccoli: sono 88. Ex scuole - in piazzale Abbiategrasso, via Baroni, Narni, Spadini - ex caserme (come quella, immensa, di viale Forlanini al 37). Ma ci sono pure l'ex galoppatoio di via Fetonte, l'ex mercato del pesce di via Sammartini, l'area ex Martinitt di via Pitteri, piuttosto che le cascine di via Anassagora, Canelli, Molinetto di Lorenteggio. Un patrimonio enorme, lasciato lì a deperire, con la fame di case e spazi di cui soffre Milano.
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